Andrea Battista analizza le sfide del settore tra bancassicurazione e competenze: perché la tecnologia è un abilitatore, ma sono le persone a fare la differenza
Nel suo volume Exit Strategy, Andrea Battista ripercorre il percorso di trasformazione che ha condotto Net Insurance da SPAC a punto di riferimento nell’Insurtech e nella “bancassicurazione”. In questa intervista a cura di Cinzia Funcis, l’amministratore delegato analizza le leve chiave di questa crescita, evidenziando come la tecnologia e le risorse finanziarie siano abilitatori fondamentali, ma mai sufficienti senza il valore del capitale umano. Tra innovazione digitale, centralità del territorio laziale e l’importanza delle soft skill, emerge la visione di un’azienda strutturata sul merito, la formazione continua e la cultura della partnership.
In Exit Strategy lei ripercorre il viaggio straordinario di Net Insurance, nato dalla SPAC Archimede fino al posizionamento come player di riferimento nell’Insurtech e nel B2B2C. Quando si guida una trasformazione così rapida e ambiziosa, quanto incidono le competenze e l’allineamento delle persone rispetto ai soli asset finanziari e tecnologici?
«Ritengo che capitale e tecnologia siano abilitatori fondamentali, ma da soli non sufficienti a generare una trasformazione. Il percorso di Net Insurance ci ha insegnato che, soprattutto quando si accelera su progetti complessi e ambiziosi, il vero vantaggio competitivo è poter contare su persone capaci di comprendere rapidamente il cambiamento e prendere decisioni in linea con i target aziendali. Allineamento non significa uniformità. Vuol dire condividere con chiarezza la meta, lasciando poi alle competenze individuali lo spazio per determinare il modo migliore per raggiungerla. Credo che, in una fase di forte evoluzione, la qualità dell’esecuzione conti almeno quanto la bontà della strategia. E l’esecuzione dipende, prima di tutto, dalle persone».
Net Insurance è riconosciuta per la forte impronta tecnologica e l’innovazione nei processi di “bancassicurazione”. In un settore in rapida evoluzione digitale, come si riesce a valorizzare il fattore umano senza che la tecnologia ne diventi un sostituto? E quali sono le competenze soft e hard oggi indispensabili nella sua squadra?
«Tecnologia e fattore umano formano oggi un’alleanza necessaria: la tecnologia deve potenziare le capacità delle persone, non sostituirle. Credo che il suo valore stia proprio nella possibilità di consentire alle risorse di lavorare meglio, prendere decisioni più consapevoli e concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto. In un settore come quello assicurativo, e in particolare nella bancassicurazione, tecnologia e dati permettono di rendere i processi più semplici, efficienti e veloci. Ritengo però che restino centrali il giudizio, la capacità di interpretare i contesti, la responsabilità nelle decisioni e la qualità delle relazioni. Per questo credo sia necessario affiancare competenze hard sempre più solide – digitali, tecnologiche, analitiche e legate all’utilizzo dei dati e dell’IA – a competenze soft altrettanto importanti, come il pensiero critico, la curiosità, l’adattabilità e la capacità di lavorare in squadra. Ritengo inoltre fondamentale continuare ad apprendere, perché oggi le competenze evolvono molto rapidamente. Più che avere già tutte le risposte, occorre saper leggere il cambiamento, aggiornare continuamente le proprie competenze e utilizzare in modo consapevole i nuovi strumenti».
Roma e il Lazio rappresentano uno snodo strategico cruciale nel panorama economico e finanziario italiano. Dal vostro punto di osservazione sul territorio laziale, qual è lo stato di salute dell’ecosistema dei talenti e in che modo Net Insurance attrae, valorizza e trattiene le migliori risorse sul territorio?
«Roma e il Lazio custodiscono un patrimonio economico, culturale e scientifico di primissimo piano. La vera sfida, oggi, non è soltanto attrarre i talenti, ma creare le condizioni perché scelgano di restare, crescere e mettere le proprie competenze al servizio di progetti ambiziosi. In Net Insurance cerchiamo di farlo costruendo un contesto nel quale le persone possano avere responsabilità, autonomia e concrete opportunità di crescita. Credo che, soprattutto per le nuove generazioni, non siano sufficienti ruolo e remunerazione: conta sempre di più la possibilità di incidere realmente, confrontarsi con progetti innovativi e vedere riconosciuto il proprio contributo. Per questo puntiamo molto sul merito e sulla formazione continua».
Operare con successo tramite partnership con istituti bancari, reti distributive e partner tecnologici richiede una notevole flessibilità relazionale e organizzativa. In che modo la cultura aziendale e il capitale umano di Net Insurance sono stati strutturati per supportare questa forte vocazione al lavoro di squadra e alla gestione degli stakeholder?
«Il nostro modello di business richiede, per sua natura, una forte capacità di lavorare in partnership. Operare con banche, reti distributive e player tecnologici significa confrontarsi quotidianamente con priorità e modalità operative differenti.
In questa direzione, la gestione degli stakeholder non può essere considerata un’attività separata rispetto al business: è parte integrante del modo in cui lavoriamo. Significa ascoltare, comprendere le esigenze del partner e trovare soluzioni sostenibili per entrambe le parti. Credo che una partnership funzioni davvero quando alla qualità del prodotto e della tecnologia si affiancano affidabilità, capacità di ascolto e qualità delle persone. Sono questi elementi che consentono di trasformare una relazione commerciale in una collaborazione solida e duratura».




