Le prospettive e le opportunità per un turismo nella capitale, tra crisi geopolitica, overtourism e la speranza di una potestà legislativa secondo Federalberghi. Il punto di Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma
Se la geografica politica ha dei sussulti, le rotte cambiano o consolidano strade più battute nel turismo che si attende per la prossima estate. E parlando di strade e mete, è sempre più facile pensare a Roma. In base infatti alle previsioni sulle performance dell’industria alberghiera, elaborate da STR (azienda specializzata in dati e analisi per l’ospitalità) e basate su dati storici di occupazione, tariffe e Revenue Per Available Room, i trend di crescita segnano una leggera ripresa e stabilizzazione per mercati specifici nella capitale, con un aumento tendenziale dei principali parametri rispetto al 2025 e dopo anni di forte ascesa. In base a quanto annunciato, infatti, la media annua di occupazione si attesterà sul 73,25% (in aumento del + 0,55%), con una crescita rispetto all’anno scorso della tariffa media giornaliera (Adr) del + 0,2% e del ricavo per camera (RevPar) del + 0,75%.

«Con il successo d’immagine del Giubileo, il costante succedersi a Roma di eventi di richiamo ed il raggiungimento di quota 70 strutture 5 stelle, numero destinato ancora ad aumentare, la Capitale ha posto le basi per un deciso sviluppo turistico ed economico – ha sintetizzato il Presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, durante uno degli ultimi appuntamenti nazionali con il settore – E’ normale che alla forte crescita delle scorse stagioni segua ora un assestamento del mercato, ma resta questo il momento di raccogliere i frutti del grande impegno sinergico profuso da operatori e Istituzioni. Come previsto, in termini di redditività i flussi religiosi non hanno premiato gli alberghi, ma dopo l’Anno Santo la città è pronta strutturalmente e dal punto di vista ricettivo ad accogliere un turismo diverso di fascia superiore».
A trainare i dati e le rendite di anni passati oltre che gettare le basi per la prossima estate sono vari fattori. Non ultimo il buon andamento dello scalo aeroportuale più importante del Paese. Stando ai dati del 2025, infatti il Leonardo da Vinci ha registrato oltre 51 milioni di passeggeri (+2,1 milioni rispetto al 2024). Al momento sulle sue piste transitano 100 compagnie aeree con più di 240 destinazioni dirette e collegamenti verso 80 Paesi facendo rientrare Roma Fiumicino tra i dieci aeroporti più connessi al mondo. E buone nuove per il 2026 che si profila di ulteriore espansione, sia sulle rotte intercontinentali sia sul network europeo. Sul lungo raggio, il Nord America continuerà a crescere attraverso una maggiore diversificazione dei collegamenti, secondo quanto rileva la stessa Federalberghi nel suo resoconto più aggiornato presentato al Palazzo dei Congressi durante la XXII edizione dell’Albergatore Day.
Ma su mercati e altri assist per la prossima stagione, Roscioli aggiunge: «Le performance di Fiumicino, ma anche il successo della nostra enogastronomia, esaltata dal riconoscimento Unesco della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Umanità, vanno considerati tasselli fondamentali per quel salto di qualità verso lo status di destinazione da turismo alto spendente che da anni ci siamo posti come obiettivo per la Capitale d’Italia. Anche per questo, siamo in fiduciosa attesa che si concluda positivamente l’iter parlamentare per la riforma dell’art 114 della Costituzione con la conseguente attribuzione alla città dello Status di Roma Capitale, che le permetterebbe di contare su risorse certe e strutturali garantendole finalmente potestà legislativa in materia di turismo».




