Donna, Economia & Potere 2026

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L’innovazione femminile protagonista a “Donna, Economia & Potere” 2026, VI edizione del contest B Factor: sul podio le startup Sense4Med, Logogramma, Comestai. Menzione speciale per Empethy.

 Si è appena conclusa la VI edizione del contest B Factor, il contest dedicato alle startup femminili in collaborazione con Intesa Sanpaolo nell’ambito della 26° edizione del Seminario internazionale Donna, Economia e Potere promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario. 

«Con B Factor diamo voce a un’imprenditoria femminile che non si limita a innovare, ma ridisegna il futuro del Paese attraverso la tecnologia, la scienza e la sostenibilità», dichiara Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario. «Le startup che abbiamo premiato dimostrano una straordinaria maturità nel coniugare visione d’impresa e impatto sociale, offrendo risposte concrete ai bisogni della persona e della collettività, dalla diagnostica di precisione all’intelligenza artificiale etica».

Il punto di partenza del contest resta l’analisi del divario di genere nell’imprenditoria innovativa. Secondo gli ultimi dati del rapporto Unioncamere, le imprese femminili in Italia superano quota 1,3 milioni (rappresentando circa il 22,3% del totale delle aziende), confermando una maggiore strutturazione e un’elevata resilienza — con un tasso di sopravvivenza a 5 anni superiore rispetto a quello delle imprese maschili (73,1% contro 67,5%). Ciononostante, le startup innovative a prevalenza femminile, segnalano difficoltà ad accedere ai capitali, barriere strutturali, bias di valutazione e una scarsissima presenza di donne nei ruoli decisionali del venture capital. I dati internazionali evidenziano che la stragrande maggioranza dei finanziamenti continua a essere assorbita da team interamente maschili, mentre le founder affrontano tempi di chiusura dei round nettamente più lunghi e una forte dipendenza dall’autofinanziamento.

 

Contest B Factor: le vincitrici

I progetti presentati nella VI edizione di B Factor hanno dimostrato invece l’assoluta capacità delle donne di apportare innovazione e idee in settori chiave come la Medicina, il Welfare, l’Economia Circolare. 

La giuria con la moderazione di Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi School of Management), e composta da Lella Golfo, Presidente Fondazione Marisa Bellisario, Paolo Cellini, Docente di Economia Digitale, Luiss Guido Carli, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese, Invitalia, Valentina Picca Bianchi, Presidente Comitato Impresa Donna, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Claudia Pingue, Responsabile Fondi di Technology Transfer, CDP Venture Capital, Paola Maria Anna Paniccia, Presidente PNICube e Delegata Sviluppo Imprese, Start-up, Spin-off dell’Università Tor Vergata, Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo; ha premiato tre delle otto startup e ha conferito una menzione speciale. 

Sono state premiate:

Sense4Med fondata dalla scienziata Fabiana Arduini, sviluppa sensori elettrochimici e biosensori miniaturizzati su carta per rendere le analisi diagnostiche più rapide, semplici e accessibili. Tra le sue innovazioni figura Cl-FAST, un dispositivo che misura la concentrazione di cloruro nel sudore a supporto della diagnosi della fibrosi cistica, attraverso un test rapido e non invasivo.

La giuria ha premiato la capacità di Fabiana Arduini di trasformare l’eccellenza scientifica in innovazione concreta, al servizio dei pazienti. Professoressa ordinaria di Chimica Analitica, dopo aver portato sul mercato e ceduto all’industria un primo spin-off, ha scelto nuovamente la strada imprenditoriale per dare applicazione ai risultati della ricerca. Un percorso che testimonia determinazione e responsabilità sociale, offrendo alle giovani ricercatrici un esempio di come scienza e impresa possano integrarsi e contribuire insieme al progresso della medicina.

Logogramma, PMI innovativa fondata a Napoli da Valentina Russo e Azzurra Mancini, opera nel campo dell’intelligenza artificiale e della gestione della conoscenza. Attraverso la piattaforma proprietaria AI.CODIUM®, trasforma dati e documenti complessi in informazioni accessibili e utilizzabili dalle imprese, garantendo trasparenza, tracciabilità e autonomia nella gestione dei dati.

La giuria ha riconosciuto la visione pionieristica delle fondatrici, che hanno puntato sul linguaggio umano come elemento centrale dell’intelligenza artificiale ben prima della sua diffusione su larga scala. Linguista di formazione, Valentina Russo ha scelto di investire nel Mezzogiorno, affermandosi insieme ad Azzurra Mancini in un settore prevalentemente ingegneristico. Un progetto che coniuga innovazione tecnologica, rigore scientifico e valorizzazione del territorio, attraverso collaborazioni con grandi imprese, programmi di ricerca e iniziative per la formazione di nuovi talenti.

Comestai, fondata da Aurora Caporossi, è una startup dedicata alla prevenzione e alla cura dei disturbi del comportamento alimentare. Il suo modello integra percorsi clinici multidisciplinari online, strumenti digitali per il monitoraggio dei pazienti e centri fisici a Roma e Napoli, con l’obiettivo di rendere le cure più accessibili e compatibili con la vita quotidiana.

La giuria ha premiato la determinazione di Aurora Caporossi nel trasformare un’esperienza personale di malattia in un progetto imprenditoriale capace di rispondere a un bisogno sanitario e sociale concreto. Dopo aver affrontato l’anoressia nervosa a sedici anni, ha fondato prima l’associazione Animenta e successivamente Comestai, che in soli sedici mesi ha coinvolto oltre trenta professionisti e conquistato la fiducia di grandi aziende e investitori istituzionali. Un percorso che unisce empatia, capacità organizzativa e visione imprenditoriale, trasformando un bisogno personale in un modello di cura strutturato e sostenibile.

La giuria ha attribuito una menzione speciale a Empethy, l’impresa fondata a Napoli da Annamaria Barbaro e Lorenza Silvestri partendo da un’esperienza semplice e comune, l’adozione di un cane, e dalla scoperta che in Italia quel gesto passava ancora per bacheche improvvisate e fogli di carta. In quattro anni Empethy è diventata la più grande infrastruttura digitale italiana per le adozioni, con oltre duemila rifugi e associazioni, tredicimila animali che hanno trovato una famiglia e un modello che nessuno si aspettava: a sostenerlo non sono la beneficenza né le famiglie, ma le aziende, che ne hanno fatto un programma di responsabilità sociale e di coinvolgimento delle persone, al punto che l’impresa è già in equilibrio economico. È la dimostrazione, rara e preziosa, che l’innovazione sociale può avere un conto economico in attivo e che la responsabilità non è un costo da sopportare ma un mercato da costruire.

 

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La Redazione

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