Cinecittà World: quando il cinema esce dallo schermo

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Nel panorama dell’intrattenimento italiano, Cinecittà World si è ritagliato negli anni un posizionamento distintivo: non un semplice parco divertimenti, ma un luogo in cui il cinema prende forma e diventa esperienza

Inaugurato nel 2014 negli spazi degli storici studi cinematografici di Dino De Laurentiis, il parco è oggi uno dei principali poli di intrattenimento del Centro Italia. Con decine di attrazioni, spettacoli dal vivo e set ispirati al mondo del cinema e delle serie TV, Cinecittà World si inserisce in un sistema più ampio gestito da Network Holding, che comprende anche Roma World, Aqua World e Luneur Park, ciascuno con un posizionamento e un target specifico.

Davide Tommaso, General Manager di Amusement Parks Network Holding, ci racconta come il parco sta evolvendo verso il modello del Live Based Entertainment, che punta a portare fuori dallo schermo contenuti e immaginari.

Negli ultimi anni il panorama dell’intrattenimento è stato influenzato dalle piattaforme digitali. Che impatto c’è stato sul vostro modello?

David Tommaso

«Oggi il contesto è completamente diverso rispetto a qualche anno fa. Le persone hanno accesso a una quantità enorme di contenuti, soprattutto video, attraverso piattaforme come YouTube o i servizi di streaming. Questo ha aumentato la domanda, ma ha anche cambiato le aspettative.

In questo scenario, il nostro ruolo è quello di portare il cinema fuori dallo schermo. Cinecittà World nasce proprio su questa idea: essere il parco del cinema e delle serie TV, un luogo dove quel mondo prende forma e diventa qualcosa di fisico, tangibile. Non si tratta più solo di guardare una storia, ma di viverla».

Si parla sempre più spesso di Live Based Entertainment. Cosa significa per voi?

«Il Live Based Entertainment è il tentativo di trasformare contenuti nati per essere fruiti a casa in esperienze dal vivo. Per noi significa lavorare sull’immersività e sullo storytelling. Oggi nel parco abbiamo diversi spettacoli di produzione interna, con riferimenti diretti al mondo del cinema, ad esempio, lo stunt show ispirato ai grandi personaggi del cinema italiano degli anni ’70. L’obiettivo è chiaro: il visitatore non deve sentirsi solo spettatore, ma parte della scena. Deve vivere un’esperienza che può raccontare, condividere, ricordare».

Il gruppo gestisce più format, da Cinecittà World a Roma World fino a Luneur Park. Che logica c’è dietro questa diversificazione?

«La logica è duplice. Da un lato c’è la volontà di coprire target diversi, dall’altro quella di creare sinergie. Ogni parco ha un posizionamento preciso: Cinecittà World è legato al cinema, Roma World offre un’esperienza immersiva nell’antica Roma, Luneur Park è pensato per famiglie con bambini più piccoli. A questi si aggiunge anche il parco acquatico. Lavoriamo per evitare sovrapposizioni e per creare valore aggiunto. Lo facciamo anche attraverso logiche di cross-selling, con biglietti integrati o partnership che permettono di vivere più esperienze. In parallelo, condividiamo servizi e competenze per rendere il sistema più efficiente».

In un settore come il vostro, la fidelizzazione è centrale. Come si costruisce oggi il ritorno del visitatore?

«Il ritorno è uno degli elementi chiave del nostro modello. Lavoriamo su due leve principali. La prima è il contenuto: eventi, novità, spettacoli che cambiano durante l’anno. Il parco attraversa stagioni diverse – dall’estate a Halloween fino al Natale – e ognuna ha una proposta specifica. La seconda leva è quella promozionale. In alcuni casi, per esempio, offriamo la possibilità di tornare gratuitamente una seconda volta».

Che ruolo hanno tecnologia ed AI in questa evoluzione?

«La tecnologia da un lato ci aiuta a conoscere meglio i nostri ospiti, incrociando dati provenienti da diversi sistemi per avere insight più precisi e prendere migliori decisioni. Dall’altro lato è molto utile nella comunicazione. L’intelligenza artificiale, ad esempio, ci permette di creare contenuti che simulano esperienze non ancora disponibili, superando il limite di dover raccontare qualcosa che ancora non esiste. Stiamo anche lavorando sull’integrazione tra elementi virtuali e fisici per aumentare l’immersività. Ma c’è un punto fondamentale: la tecnologia deve potenziare l’esperienza, non sostituirla. Il cuore resta sempre l’interazione reale».

Su cosa vi state concentrando maggiormente per il futuro?

«In questa fase il nostro obiettivo è migliorare ed ottimizzare ciò che abbiamo già costruito: aumentare la soddisfazione dei visitatori, lavorare sulla qualità dell’esperienza e rendere il modello sempre più sostenibile dal punto di vista economico. Stiamo anche lavorando a nuovi progetti editoriali, come un podcast legato al mondo del cinema e dello spettacolo, che ci permetterà di estendere il racconto del parco anche fuori dai suoi confini fisici. Il futuro, per noi, è creare un sistema in cui esperienze, contenuti e persone si connettono in modo sempre più fluido».

 

 

 

 

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Immagine di Gioia Novena
Gioia Novena
Gioia Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

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