Nel mercato della promozione d’impresa, la gestione frammentata dei servizi genera ancora oggi discontinuità, dispersione e perdita di coerenza sul brand. Apogeo risponde a questa sfida con un unico modello integrato che riunisce diverse divisioni di professionisti nel merchandising e nella comunicazione, tutte al servizio della valorizzazione del brand, con un unico metodo e un supporto dedicato in ogni fase del progetto: dall’impostazione strategica all’ideazione, dall’ottimizzazione dei tempi all’esecuzione operativa.
Un modello costruito nel tempo, attraverso un presidio diretto della filiera internazionale e relazioni solide con i fornitori nei Paesi di origine, che oggi si distingue anche per il suo profilo ESG: Apogeo è Società Benefit dal 2023 e ha ottenuto la certificazione B Corp, tra le più rigorose a livello internazionale per la misurazione dell’impatto sociale e ambientale.
Una realtà che oggi fa anche parte di Italian Consulting Group, il consorzio che riunisce le eccellenze del marketing Made in Italy. Con il Dott. Fabrizio Macchia, CEO di Apogeo, Italia Economy ha ripercorso le tappe di crescita del gruppo e ha raccontato il metodo che lega divisioni molto diverse tra loro e la visione di una sostenibilità misurabile, integrata nei processi e coerente lungo tutta la filiera.
Dott. Macchia, prima di analizzare i traguardi odierni, ci piacerebbe guardare indietro: potrebbe ripercorrere sinteticamente le tappe fondamentali della storia di Apogeo? Com’è nata l’azienda e quali sono stati i passaggi chiave della sua evoluzione?
«Apogeo nasce in modo molto concreto: dalla volontà di lavorare in maniera efficace sulla filiera, costruendo competenze direttamente sul campo, al rapporto con i fornitori. L’intuizione è stata comprendere che il vero valore fosse nel presidiare questi processi in modo diretto: essere presenti, conoscere le dinamiche produttive, costruire relazioni solide nei Paesi di origine. Questo ci ha permesso di crescere in modo graduale, senza forzature, adattandoci di volta in volta ai cambiamenti del mercato.

Quella di Apogeo è stata un’evoluzione continua, fatta di scelte pragmatiche e di attenzione al lungo periodo. Negli ultimi anni si è rafforzato sempre più un elemento fondamentale: la collaborazione. Oggi è sempre più evidente che il valore si costruisce attraverso reti e contaminazioni, mai in modo isolato. Il filo conduttore è stato proprio questo: lavorare con continuità, migliorando passo dopo passo, insieme».
Oggi Apogeo è una realtà solida e diversificata, strutturata in diverse Business Units, tutte orientate alla valorizzazione dei brand/clienti con un unico metodo. Qual è l’essenza della vostra strategia? Come riuscite a mantenere una solida operatività coordinando settori così differenti tra loro?
«Più che una strategia in senso stretto, nel tempo, abbiamo sviluppato un metodo. L’idea di fondo è partire sempre dal cliente e dal prodotto, per poi costruire attorno un sistema che funzioni realmente lungo tutta la filiera. Le diverse Unit sono nate in modo progressivo, come risposta a esigenze concrete che abbiamo incontrato man mano lavorando. Non sono divisioni teoriche, ma evoluzioni operative che abbiamo cercato di strutturare mantenendo un approccio pragmatico. Il fatto che oggi le attività siano diverse tra loro può far pensare a una certa complessità, ma in realtà quello che le tiene insieme è proprio questo metodo condiviso. Manteniamo una visione unitaria della filiera e applichiamo principi comuni, anche in ambiti differenti.
La chiave è il coordinamento tra le persone: cerchiamo di evitare compartimenti rigidi, favorendo invece il dialogo continuo tra le Unit. A ciò si aggiunge un lavoro costante sui processi, che devono essere chiari, semplici e replicabili. In questo modo la diversificazione non diventa dispersione, ma resta coerente. In buona sostanza, più che gestire attività diverse, cerchiamo di farle dialogare all’interno di uno stesso modus operandi, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti dei clienti lungo tutta la catena».
Il lancio di una Business Unit dedicata alla Sostenibilità e agli ESG è stata una sua precisa volontà. Qual è la visione di sostenibilità che volete trasmettere ai vostri clienti? Quanto questo asset è diventato centrale per la crescita del Gruppo?
«La sostenibilità, per noi, non è nata come un elemento di comunicazione, ma come un percorso progressivo, strutturato nel tempo. La scelta di diventare Società Benefit nel 2023 è stato un passaggio importante, perché ha introdotto un duplice obiettivo: fare impresa e allo stesso tempo contribuire al miglioramento della comunità. È un cambiamento che richiede anche un adattamento culturale interno, oltreché organizzativo.
Da lì abbiamo iniziato a lavorare in modo più sistematico su processi, certificazioni e misurazione dell’impatto. Il riconoscimento ai Sustainability Awards di Milano nel 2025 è stato un segnale positivo, una conferma che la direzione intrapresa era quella giusta. Non un mero punto di arrivo. I
n questi ultimi anni sono state moltissime le esperienze che abbiamo vissuto in questo ambito, tra le più recenti, possiamo citare la partecipazione alla Benefit Competition che ha visto Apogeo tra le finaliste della II tappa, come realtà capace di coniugare innovazione, circolarità e responsabilità sociale. Sono occasioni utilissime per il confronto con altre realtà che stanno affrontando lo stesso percorso di evoluzione. La visione che cerchiamo di trasmettere ai nostri stakeholders è quindi molto concreta: la sostenibilità deve essere misurabile, integrata nei processi e coerente lungo tutta la filiera. Non può essere un elemento separato dal business, deve diventare parte del modo in cui si progettano e si realizzano i prodotti.
Oggi questo tema è diventato centrale, ma non in termini dichiarativi; incide sulle scelte quotidiane – dai materiali ai fornitori, fino all’organizzazione interna – e che ci spinge a migliorare continuamente, attraverso la collaborazione di tutti. Per Apogeo la sostenibilità è un percorso progressivo, che richiede coerenza e continuità nel tempo».
Alla luce dei risultati raggiunti sinora, quali sono i prossimi obiettivi di Apogeo?
«Non parlerei di obiettivi in senso tradizionale, bensì di direzione. Il nostro focus resta quello di continuare a migliorare quello che facciamo, mantenendo coerenza con il percorso intrapreso. Da un lato c’è il consolidamento: rafforzare le Business Unit esistenti, rendere sempre più efficiente l’integrazione tra le diverse competenze e potenziare la qualità dei processi. Dall’altro c’è l’evoluzione, che passa soprattutto dalla sostenibilità e dall’innovazione. Non tanto come elementi separati, ma come leve che devono entrare sempre più nel modo in cui operiamo quotidianamente, lungo tutta la filiera. L’aspetto centrale resta sempre la contaminazione: siamo fortemente convinti che oggi l’impatto si generi sempre più in modo condiviso, più consapevole e coerente nel tempo»”.




