Dalla crescita delle start up all’accesso al capitale, fino ai modelli di collaborazione tra pubblico e privato: il Lazio si afferma come uno degli ecosistemi più dinamici del Paese. In questo scenario, Lazio Innova svolge un ruolo strategico nel rafforzare le connessioni tra imprese, finanza e ricerca
Intervista a Francesco Marcolini, Presidente di Lazio Innova
Questo dinamismo si fonda su una crescente integrazione tra sistema produttivo, mondo della ricerca e strumenti finanziari. In tale contesto, il ruolo degli attori pubblici diventa determinante per facilitare l’accesso al capitale e sostenere la crescita di start up e PMI. Ne abbiamo parlato con Francesco Marcolini, Presidente di Lazio Innova, per comprendere come si sta evolvendo il sostegno all’innovazione e quali leve possono rafforzare la competitività del territorio.
Quali strumenti ritiene oggi più efficaci per accompagnare le start up innovative nel passaggio dalla fase iniziale allo scale up?
«Il Lazio è oggi uno degli ecosistemi più dinamici a livello nazionale per numero e qualità di startup innovative, con quasi 1.500 realtà attive sul territorio. La sfida principale non è solo favorirne la nascita, ma accompagnarle nel passaggio più delicato: quello dalla fase iniziale allo scale up. In questa fase sono fondamentali strumenti capaci di ridurre il rischio, rafforzare la struttura delle imprese e aumentarne l’attrattività verso il mercato e gli investitori. Un ruolo centrale è svolto dalla collaborazione con il sistema universitario e della ricerca, che nel Lazio rappresenta uno dei poli scientifici più rilevanti del Paese. Rafforzare il legame tra ricerca accademica, sviluppo tecnologico e iniziativa imprenditoriale è essenziale per trasformare le competenze scientifiche in applicazioni industriali.
In questa direzione si inseriscono le iniziative della Regione Lazio, come il bando TT Lazio per il trasferimento tecnologico e le misure PreSeed dedicate alle fasi più precoci dei progetti nati dalla ricerca. Accanto al finanziamento, resta però decisivo il supporto strategico e manageriale, perché solo imprese ben organizzate possono affrontare con successo percorsi di crescita e internazionalizzazione».
L’accesso alla finanza rappresenta uno dei fattori chiave per la crescita delle PMI. Quale ruolo svolge Lazio Innova nel facilitare l’accesso al capitale e quali strumenti mette a disposizione delle imprese del territorio per sostenere innovazione e sviluppo?
«In questo ambito Lazio Innova opera per rendere l’accesso al capitale più semplice ed efficace, adattando gli strumenti alle diverse fasi di sviluppo delle imprese. Da un lato supportiamo l’attuazione dei bandi regionali legati alla programmazione FESR, che incentivano gli investimenti in innovazione; dall’altro accompagniamo le imprese nel rafforzamento delle competenze necessarie per dialogare con il sistema finanziario e con gli investitori. Un ruolo crescente è svolto dagli strumenti regionali di venture capital e coinvestimento, pensati per mobilitare capitali privati e generare un effetto leva sulle risorse pubbliche. Negli ultimi anni il Lazio ha infatti registrato un aumento degli investimenti in start up e innovazione, rendendo sempre più strategico il rafforzamento della capacità delle imprese di presentarsi come soggetti credibili e “investibili”.
L’obiettivo non è solo erogare risorse, ma aiutare le imprese a strutturarsi per competere sui mercati nazionali e internazionali. In questo senso Lazio Innova agisce anche come piattaforma di connessione tra imprese, investitori e istituzioni, contribuendo a rafforzare l’ecosistema regionale dell’innovazione».
Sempre più spesso lo sviluppo delle imprese passa dalla capacità di integrare risorse pubbliche e capitali privati. Quali modelli di collaborazione tra istituzioni, sistema finanziario e investitori possono accelerare la crescita delle PMI innovative?
«I modelli di sviluppo più efficaci sono quelli in cui il pubblico svolge un ruolo abilitante, senza sostituirsi al mercato. Questo si traduce in fondi di coinvestimento, programmi di open innovation promossi attraverso gli Spazi Attivi e iniziative di filiera che mettono in relazione start up, PMI, grandi imprese e mondo della ricerca.
Gli Spazi Attivi rappresentano in particolare luoghi di contaminazione tra competenze diverse, dove start up, imprese e ricercatori possono incontrarsi e sviluppare progetti comuni, favorendo nuove opportunità di collaborazione industriale.
Questo approccio consente di trasformare l’innovazione in opportunità industriali reali, riducendo la distanza tra sperimentazione e mercato. Si tratta di un elemento centrale di una strategia più ampia, orientata a rafforzare nel tempo le relazioni tra innovazione, finanza e produzione.
Anche la cooperazione europea può contribuire ad accelerare questo processo, permettendo alle startup di inserirsi in reti di innovazione più ampie e di confrontarsi con traiettorie di crescita internazionali».
Guardando ai prossimi anni, quali evoluzioni si aspetta nel rapporto tra sistema finanziario e piccole e medie imprese? E quali priorità dovrebbero guidare le politiche pubbliche per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale?
«Nei prossimi anni il rapporto tra sistema finanziario e PMI è destinato a evolvere verso modelli sempre più integrati, che combinano contributi pubblici, capitale di rischio e strumenti finanziari tradizionali. Questo richiederà imprese più consapevoli e politiche pubbliche mirate.
Le priorità dovranno concentrarsi sul rafforzamento del trasferimento tecnologico, sul sostegno alle fasi early stage, sullo sviluppo del mercato del venture capital e sull’investimento nel capitale umano. È su questi assi che si muovono i più recenti interventi della Regione Lazio, con l’obiettivo di trasformare il potenziale innovativo del territorio in crescita concreta. In questo contesto Lazio Innova continuerà a svolgere un ruolo di raccordo tra istituzioni, imprese e investitori, contribuendo a rendere l’ecosistema regionale più competitivo e attrattivo a livello nazionale ed europeo».




