RecruIT AI: il 20 ottobre a Roma le soluzioni per innovare la gestione delle risorse umane

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Confcommercio Roma porta a Zest un confronto tra imprese e sviluppatori di tecnologie per il recruiting, la formazione e la valorizzazione delle competenze. Lazio Economy media partner del progetto.

Come può l’intelligenza artificiale aiutare le imprese a selezionare nuovi talenti, valorizzare le competenze e migliorare l’organizzazione del lavoro? Quali strumenti sono già disponibili e come scegliere quelli più adatti alle esigenze delle piccole e medie imprese? Sono alcune delle domande al centro di “RecruIT AI – L’arena delle soluzioni AI per le Risorse Umane”, l’evento in programma martedì 20 ottobre 2026, dalle 17:00 alle 19:00, presso The Hub – Zest, Sala Archivi, in via Marsala 29H a Roma.

L’iniziativa si inserisce nel progetto RecruIT – AI per le Risorse Umane, promosso da Confcommercio Roma con il contributo della Camera di Commercio di Roma, per accompagnare le imprese del territorio verso un’adozione consapevole delle nuove tecnologie applicate alla gestione del capitale umano.

L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto diretto tra imprenditori, HR manager, responsabili IT e sviluppatori di soluzioni innovative. L’obiettivo è superare una visione dell’intelligenza artificiale come semplice strumento di automazione, per comprenderne le potenzialità nella selezione del personale, nella formazione, nella gestione delle competenze e nell’organizzazione aziendale.

Un’arena di confronto tra imprese e tecnologie

Il format dell’evento prevede quattro brevi panel tematici, durante i quali otto soluzioni di intelligenza artificiale, selezionate da un Comitato di professionisti sulla base di criteri di innovatività, applicabilità e chiarezza, saranno messe a confronto con le domande e le esigenze concrete delle imprese.

Al centro del dialogo ci saranno recruiting e selezione, formazione e ottimizzazione dei processi HR. Non semplici presentazioni commerciali, ma occasioni per comprendere quali problemi possano essere affrontati attraverso le diverse tecnologie, a quali organizzazioni si adattino e quali condizioni siano necessarie per utilizzarle efficacemente.

L’accoglienza dei partecipanti inizierà alle 16:45. Il programma prevede i saluti di Mario Gentiluomo, Direttore dell’Area Lavoro e Welfare di Confcommercio Roma, e Lucilla Netti di Gi Group, seguiti dall’introduzione al progetto a cura di Giovanni DeCarli. Le conclusioni saranno affidate a Laura Ravazzoni, Responsabile Area Sviluppo Associativo, Marketing e Comunicazione di Confcommercio Roma. Un brindisi e un momento di networking consentiranno di proseguire il confronto tra imprese e professionisti.

L’evento rappresenta una nuova tappa del percorso avviato lo scorso 23 giugno con l’incontro “Governare il lavoro che cambia”, ospitato presso il Palazzo del Lavoro di Gi Group a Roma.

RecruIT: accompagnare le PMI verso un’adozione consapevole dell’AI

Il progetto nasce dalla necessità di offrire alle imprese strumenti concreti per orientarsi in un mercato tecnologico in rapida evoluzione. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale dedicate alle risorse umane si stanno moltiplicando, ma individuare quelle realmente utili richiede una conoscenza approfondita dei processi organizzativi, dei dati disponibili e delle competenze interne.

Per questo RecruIT propone un percorso che comprende l’ascolto dei fabbisogni aziendali, la mappatura delle soluzioni tecnologiche e l’AI HR Readiness Scan, uno strumento per valutare quanto un’organizzazione sia preparata a introdurre l’intelligenza artificiale nei propri processi.

L’obiettivo non è promuovere l’adozione indiscriminata di nuove tecnologie, ma aiutare soprattutto le micro, piccole e medie imprese a comprendere quali applicazioni possano produrre benefici concreti, considerando costi, complessità di integrazione e risultati attesi.

In questo percorso si inseriscono anche le testimonianze raccolte da 14 realtà innovative, che offrono uno spaccato delle principali opportunità dell’AI applicata al mondo HR: dalla ricerca dei talenti alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze aziendali, fino alla pianificazione delle competenze e all’ascolto dei collaboratori.

Dalla ricerca dei talenti alla valorizzazione delle competenze

Una delle sfide principali per le imprese riguarda la difficoltà di individuare personale qualificato. Ma il problema non è soltanto trovare nuovi candidati: spesso le organizzazioni non conoscono pienamente le competenze già presenti al proprio interno.

«Spesso stiamo guardando dalla parte sbagliata del problema», osserva WH TECH / whp.ai, evidenziando i limiti dei processi di selezione basati prevalentemente sui curricula. L’intelligenza artificiale può analizzare anche candidature vocali, video e informazioni non strutturate, facendo emergere capacità che non sempre trovano spazio nei percorsi professionali tradizionali.

Una prospettiva complementare arriva da Frontiere.io, che richiama l’attenzione sulle competenze nascoste all’interno delle organizzazioni. «L’azienda quelle competenze le ha, le conosce, ma non le vede», osserva la società. Attraverso l’AI è possibile costruire mappe aggiornate delle professionalità, facilitando la mobilità interna e l’assegnazione di nuovi incarichi.

MatchGuru affronta invece la difficoltà di raggiungere talenti qualificati non attivamente alla ricerca di un nuovo impiego, combinando una rete di recruiter specializzati con una piattaforma digitale. «Standardizzare il processo non significa standardizzare le persone», sottolinea l’azienda, ricordando che la tecnologia può rendere più efficienti le attività ripetitive, ma non sostituire il valore delle relazioni.

Selezioni più efficaci, decisioni più consapevoli

L’intelligenza artificiale può contribuire anche a migliorare la qualità delle valutazioni, offrendo ai responsabili HR informazioni più strutturate.

Artémat propone simulazioni e scenari decisionali per osservare come i candidati affrontano problemi e stabiliscono priorità. «L’intelligenza artificiale non decide chi assumere, il suo ruolo è aumentare la quantità e soprattutto la qualità delle informazioni disponibili», precisa l’azienda.

HValues sviluppa strumenti di assessment delle soft skill per approfondire la coerenza tra caratteristiche individuali, ruoli e responsabilità, utilizzando l’AI anche per suggerire domande mirate durante i colloqui.

Data-Driven.AI propone l’analisi dei curricula secondo criteri omogenei, mentre PSquaredHR, attraverso la soluzione Kheper, combina analisi delle candidature, assessment tramite avatar e assistenti AI per la gestione dei colloqui e delle comunicazioni.

Applicazioni che possono risultare particolarmente interessanti per le PMI, spesso prive di strutture HR articolate. Il vantaggio non consiste soltanto nella riduzione dei tempi di selezione, ma nella possibilità di dedicare maggiore attenzione alla qualità delle decisioni, mantenendo il controllo umano sulle valutazioni.

Conservare il patrimonio di conoscenze aziendali

Un’altra opportunità riguarda la capacità delle imprese di raccogliere e valorizzare il sapere dei propri collaboratori.

«Il sapere di un’azienda è il suo patrimonio più importante, ma anche il meno visibile», osserva Boosted AI, evidenziando come molte conoscenze rimangano affidate all’esperienza individuale, a documenti non strutturati e a procedure informali.

L’intelligenza artificiale può contribuire a organizzare queste informazioni e renderle accessibili, riducendo il rischio che vadano disperse quando una figura esperta lascia l’organizzazione.

Un caso concreto arriva da DBRAINS, che racconta un intervento presso un’impresa manifatturiera di circa 100 persone e oltre 40mila codici di prodotto, nella quale determinate conoscenze commerciali erano concentrate in cinque specialisti.

«Abbiamo portato quel mestiere dentro il sistema, dentro l’azienda, dove sarebbe dovuto essere», spiega DBRAINS. Secondo i risultati dichiarati, l’utilizzo dell’AI avrebbe consentito di ridurre da un’ora a otto minuti il tempo necessario per gestire una richiesta commerciale, risolvendo l’84% delle richieste senza intervento manuale.

Wibo richiama invece l’importanza di comprendere i processi prima di introdurre nuovi strumenti. Attraverso un agente AI conversazionale, propone di mappare le attività aziendali per distinguere quelle automatizzabili da quelle nelle quali il contributo umano deve rimanere centrale.

Pianificare le competenze e migliorare l’organizzazione

Le opportunità dell’intelligenza artificiale si estendono anche alla pianificazione del personale e alla capacità di anticipare le esigenze organizzative.

EE People (EE.partner) propone di collegare la gestione delle risorse umane agli obiettivi di sviluppo dell’impresa, utilizzando i dati per identificare competenze critiche e simulare scenari futuri. «Il valore non è prevedere il 2030, è decidere per tempo», sintetizza l’azienda.

Factorial / DEGG affronta il problema della frammentazione delle informazioni HR tra fogli di calcolo, email e software non integrati, proponendo strumenti per semplificare l’accesso ai dati e restituire ai responsabili del personale più tempo per le attività manageriali.

Sul fronte dell’ascolto dei collaboratori, Potential Place utilizza agenti AI per raccogliere informazioni su benessere, coinvolgimento e opportunità di crescita, aiutando le imprese a individuare eventuali criticità prima che si traducano in turnover.

A completare il quadro è Klaaryo, che invita a considerare l’intelligenza artificiale in funzione della maturità organizzativa e degli obiettivi strategici. «La tecnologia è un mezzo, non un fine», sottolinea l’azienda.

Un principio che sintetizza la prospettiva comune alle diverse esperienze: introdurre l’AI significa ripensare il modo in cui persone, competenze e tecnologie collaborano all’interno delle organizzazioni.

Tecnologia, responsabilità e centralità delle persone

L’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi HR richiede attenzione anche alla qualità dei dati, alla trasparenza degli algoritmi e alla prevenzione delle possibili distorsioni.

L’AI Act europeo classifica come ad alto rischio diverse applicazioni destinate alla selezione e alla gestione dei lavoratori, mentre il GDPR impone precise garanzie sul trattamento dei dati personali.

Per le imprese diventa quindi fondamentale valutare l’affidabilità degli strumenti, definire responsabilità chiare e mantenere un controllo umano effettivo sulle decisioni.

È proprio su questo terreno che RecruIT intende favorire il dialogo tra chi sviluppa le tecnologie e chi deve integrarle nei processi aziendali, offrendo alle PMI criteri concreti per orientare le proprie scelte.

Lazio Economy media partner del progetto RecruIT

Italia Economy, attraverso la testata Lazio Economy, accompagna RecruIT in qualità di media partner. Il percorso proseguirà fino all’evento conclusivo previsto per la fine di novembre, contribuendo a diffondere esperienze e strumenti utili alle imprese che intendono affrontare l’innovazione con maggiore consapevolezza.

La sfida non è soltanto introdurre nuove tecnologie, ma costruire organizzazioni capaci di riconoscere, sviluppare e valorizzare le competenze delle persone.

La partecipazione all’evento del 20 ottobre è gratuita, con posti limitati e registrazione obbligatoria. Iscriviti all’evento su Eventbrite.

Per maggiori informazioni: RecruIT – Confcommercio Roma.

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Immagine di La Redazione
La Redazione

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