Roberto Macina racconta l’evoluzione di Next4 da investitore a piattaforma di innovazione e il ruolo del venture capital nello sviluppo di start up, imprese e territori
Dal suo punto di vista, quali evoluzioni servono al Lazio per consolidare un ecosistema stabile di capitale, ricerca e imprese innovative?
«Negli ultimi quindici anni il Lazio ha vissuto una crescita significativa nel campo dell’innovazione e delle start up. Quando ho fondato la mia prima start up nel 2011 eravamo pochissimi; oggi l’ecosistema è molto più maturo grazie alla combinazione di iniziative pubbliche e private. Sono nati incubatori e operatori privati, affiancati da strumenti pubblici regionali gestiti da Lazio Innova, come i fondi di venture capital Lazio Venture e Venture Tech, oltre a bandi e programmi dedicati alle start up.
La crescita si è sviluppata su tre fronti: numero di start up fondate, capitale privato disponibile e strumenti pubblici dedicati. Negli anni l’ecosistema ha consolidato infrastrutture di supporto, mentoring e networking, e anche le ultime amministrazioni regionali hanno rafforzato queste misure, contribuendo a stabilizzare un ambiente favorevole all’innovazione».
Che fase sta attraversando oggi il Venture Capital in Italia? Che ruolo può avere nella strategia industriale di territorio?

«Il Venture Capital italiano ha registrato una crescita costante, fatta eccezione per l’anno particolare del 2021 (post pandemia). Rimane però un divario rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania o Spagna, dove esiste una maggiore propensione al rischio e una strategia coerente che fa delle start up un motore di crescita industriale. Alcuni Paesi più piccoli, come Estonia, Lettonia e Lituania, hanno investito sistematicamente negli ultimi dieci anni sulle start up, ottenendo oggi risultati concreti: unicorni e imprese high tech focalizzate su AI e nuove tendenze, capaci di generare occupazione e valore.
In Italia, il rischio è che si investa ancora con logiche troppo prudenziali, simili a quelle del private equity o del credito bancario, mentre il Venture Capital richiede assunzione di rischio elevata: basta un’operazione vincente per compensare più investimenti falliti. Inoltre, i round iniziali italiani sono spesso più contenuti di quelli dei competitor europei, rallentando il go-to-market e la scalabilità internazionale».
Quali sono i nodi più delicati nel passaggio dalla fase iniziale alla crescita strutturata?
«Molti founder si concentrano sulla tecnologia, mentre la differenza decisiva la fa il mercato. Chi comprende questa dinamica affronta meglio la fase di go-to-market, dove molte iniziative cadono.
Operator come Next4 agiscono da abilitatori di mercato, riducendo il rischio e accelerando l’ingresso sul mercato. Superata questa fase, ottenere capitali più consistenti diventa più semplice, perché il progetto ha già dimostrato il proprio potenziale e il rischio iniziale è stato mitigato». Come si inseriscono Consulting – Next4 Group e WDA nel modello operativo del Gruppo?
«Consulting – Next4 Group e WDA (venture builder) insieme costituiscono una piattaforma di innovazione completa. Copriamo tutta la filiera: start up, PMI e corporate. Supportiamo start up nella fase iniziale, validiamo modelli di business per aziende consolidate e facilitiamo collaborazioni di R&D con soluzioni innovative. Rispetto ad altri operatori che intervengono solo su singoli pezzi, Next4 copre l’intero ciclo dell’innovazione end to end: dall’ideazione alla crescita strutturata, accelerando la maturazione dei progetti e accompagnando le imprese verso mercati nuovi o più complessi».
Next4 nasce come realtà di investimento e oggi si presenta quindi come holding di innovazione. Qual è stata la logica di questa evoluzione?
«L’evoluzione deriva dall’esperienza diretta e dall’osservazione del settore da prospettive diverse: quella del founder, quella dell’investitore e quella del mercato. La piattaforma non si limita più all’investimento: il capitale resta una componente, ma non è il punto di ingresso. Abbiamo costruito un modello integrato che unisce investimenti, consulenza strategica e supporto operativo, per ridurre i rischi e massimizzare l’impatto dell’innovazione».
In che modo accompagnate concretamente start up, PMI e corporate nei percorsi di crescita e innovazione?
«Il nostro approccio è sempre tailor made sull’esigenza di ogni realtà. Con le start up lavoriamo a fianco dei founder per definire obiettivi e percorsi prima di cercare capitali. Li accompagniamo nella raccolta di finanziamenti privati o pubblici, e quando opportuno interveniamo anche come investitori.
Le corporate possono affidarci la validazione di nuovi modelli di business o il riposizionamento strategico, mentre le PMI trovano supporto nella crescita o nei passaggi generazionali, sfruttando nuove opportunità di mercato. Next4 si configura così come un alleato operativo, capace di accelerare l’innovazione e ridurre i rischi sia per start up sia per imprese consolidate».




