La “bottega dell’AI”, il trasferimento tecnologico secondo GRID+

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Il Ceo Andrea Ceschini racconta come lo spin-off di Sapienza porti soluzioni AI nelle imprese italiane: fondamentale una nuova cultura manageriale

Il trasferimento tecnologico è uno dei nodi strutturali dell’innovazione italiana: la ricerca produce valore, ma fatica a diventare impresa. Ne abbiamo parlato con Andrea Ceschini, Ceo e Co-fondatore di GRID+, riconosciuta come Start up Sapienza, che opera tra università e aziende sviluppando soluzioni di intelligenza artificiale su misura per i processi industriali. L’obiettivo è portare l’AI fuori dalla sperimentazione e dentro il business.

Uno studio del MIT evidenzia che il 95% dei progetti di intelligenza artificiale non supera la fase sperimentale. Dal vostro osservatorio, perché accade così spesso?

«Il problema principale è la difficoltà di integrare l’intelligenza artificiale nel business reale. Molte aziende non sanno dove inserirla nei processi né come farlo. A questo si aggiunge una scarsa cultura del dato, soprattutto a livello di top management. Spesso i vertici aziendali hanno difficoltà a valutare il ROI perché sono abituati a misurarlo solo in termini

economici immediati, mentre l’AI genera valore anche in termini di efficienza dei processi, riduzione degli errori e qualità decisionale.

C’è poi un tema di mancanza di competenze in azienda. L’università forma talenti straordinari, ma questo patrimonio resta spesso scollegato dai bisogni concreti delle imprese. Molte aziende si affidano a soluzioni standardizzate, mentre l’AI è per natura data-driven e va costruita sui dati specifici dell’organizzazione».

Molte aziende dichiarano di voler adottare l’AI, ma poi faticano a farlo davvero. Qual è l’errore più comune che vede fare agli imprenditori?

Andrea Ceschini, Ceo e Co-fondatore di GRID+

«Pensare all’AI come a qualcosa di “plug and play”. L’errore è non avere una visione olistica e non ragionare in ottica AI-first. Integrare davvero l’intelligenza artificiale significa ripensare i processi aziendali in chiave data-driven. Se l’organizzazione non è pronta al cambiamento, l’AI resta un esperimento isolato che non produce impatto».

GRID+ si definisce una “bottega dell’intelligenza artificiale”. Cosa significa?

«Siamo una piccola sartoria tecnologica. GRID+ nasce da una costola dei laboratori del Dipartimento di ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni dell’Università La Sapienza di Roma e incarna lo spirito della terza missione universitaria (dopo didattica e ricerca): il trasferimento tecnologico. Il nostro lavoro è trasferire conoscenze scientifiche nel mondo imprenditoriale.

Siamo noi stessi professori, ricercatori e dottorandi: quando intercettiamo un bisogno industriale e non abbiamo internamente la competenza più adatta, attiviamo un canale diretto con l’università, coinvolgendo chi sta già lavorando su quella specifica linea di ricerca. Questo vale tanto per grandi realtà industriali quanto per PMI o progetti finanziati. GRID+ è una rete viva di competenze, estesa anche ad altri atenei nazionali. Niente soluzioni standardizzate, ma AI verticale, data-driven e realmente applicabile».

Entriamo nel concreto di alcuni vostri progetti. Cos’è MARS?

«MARS, Multi-Agent Reporting System, è un sistema avanzato di reportistica automatizzata. Partendo dal codice sorgente, esegue reverse engineering di progetti

software e genera report strutturati, completi di architetture, flussi, dipendenze e criticità. Attività che richiedevano fino a due settimane di lavoro vengono ora svolte in circa 10 minuti, accelerando assessment, passaggi di consegne e audit, con una drastica riduzione di tempi e costi».

OMNIA, invece, punta a rendere l’AI accessibile anche alle PMI. Come funziona?

«È una piattaforma AI-as-a-Service in abbonamento pensata per aziende che non hanno budget o risorse per grandi progetti di consulenza. Abbiamo standardizzato i processi non a valore nella creazione di soluzioni AI. La piattaforma integra forecasting, object detection, estrazione dati e analisi documentale, chat su documenti aziendali con Graph RAG, modelli LLM in locale e un sistema avanzato di anonimizzazione documentale, specifico per la lingua italiana. L’obiettivo è facilitare l’adozione dell’AI senza costi proibitivi, con architettura privacy by design e pieno controllo dei dati su server proprietari».

Quanto pesa oggi la governance dei dati nelle scelte di adozione dell’AI?

«Pesa moltissimo. Tra GDPR, AI Act e utilizzo di LLM ci muoviamo in una zona tecnologicamente complessa e ancora parzialmente grigia. Molti competitor tendono a trascurare questi aspetti, mentre noi li affrontiamo fin dall’inizio».

Guardando al futuro, su cosa si concentrerà GRID+ nei prossimi anni?

«Stiamo spostando il baricentro dalla sola consulenza ai prodotti. Rafforzeremo la piattaforma OMNIA con nuovi moduli di anomaly detection e manutenzione predittiva. Nel 2026 lavoreremo su cybersecurity, anche in risposta agli obblighi della direttiva NIS2, e compliance normativa. In parallelo svilupperemo soluzioni di Generative Engine Optimization (GEO) per l’indicizzazione sui motori basati su LLM. La consulenza resterà centrale, ma focalizzata su soluzioni AI complesse e non standardizzabili».

Un messaggio chiave per gli imprenditori?

«La formazione prima di tutto. L’AI è una leva fondamentale per non restare indietro nella competizione globale e può aumentare la produttività anche oltre il 50%, ma servono cultura manageriale e cultura del dato».

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Immagine di Irene Canziani
Irene Canziani
Giornalista freelance, scrive di innovazione, imprese e tecnologie emergenti, con un focus sui contesti B2B e sulle economie locali. Si occupa anche di editing e fact-checking di articoli e analisi, oltre che di pianificazione editoriale per grandi brand e progetti corporate.

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