Dalla valorizzazione dei giovani innovatori al coordinamento tra normativa, sicurezza e sviluppo tecnologico, il presidente ANGI Gabriele Ferrieri riflette sul ruolo del Lazio e dell’Italia nella sfida europea della trasformazione digitale
Presidente Ferrieri, ci può raccontare l’importante ruolo dell’ANGI, il network che rappresentate e la valorizzazione della grande community dei giovani innovatori?
«ANGI è oggi uno dei principali punti di riferimento dell’innovazione e del digitale a livello nazionale ed europeo. Influencer, professionisti ed imprenditori, insieme a esponenti della società civile e della classe dirigente, si sono riuniti attorno alla mission che ANGI persegue, promuovendo cultura, formazione e nuove tecnologie e sviluppando sinergie trasversali tra privati, scuole, università, aziende, associazioni di categoria e istituzioni nazionali e internazionali.
ANGI può contare su una community di oltre 5mila stakeholder tra partner e sostenitori in Italia e nel mondo, che rappresentano la linfa vitale del nostro futuro. L’Associazione svolge numerose attività: grandi eventi, convegni e seminari presso le istituzioni, programmi di alta formazione con i principali atenei italiani ed europei, missioni internazionali e programmi di open innovation con il mondo corporate. Promuove inoltre interlocuzioni con il Governo su progetti di innovazione legislativa e coordina un centro studi con il primo osserva torio dedicato a giovani e innovazione, favorendo sinergie tra pubblico e privato e la divulgazione di contenuti scientifici».
Il Premio ANGI – Oscar dell’Innovazione riunisce istituzioni, imprese e start up. Quale valore aggiunto genera questo dialogo per il posizionamento dell’Italia?
«Il Premio ANGI rappresenta la sintesi concreta della visione che portiamo nei contesti istituzionali nazionali ed europei. Il valore aggiunto del dialogo trasversale è la capacità di superare un approccio frammentato all’innovazione e costruire una strategia condivisa tra chi produce norme, chi investe, chi fa ricerca e chi innova sul mercato. In uno scenario europeo sempre più competitivo, la forza dell’Italia sta nel fare sistema, valorizzando start up, PMI innovative e giovani imprenditori come pilastro della sovranità tecnologica. Questo modello rafforza la credibilità del Paese e ne consolida il ruolo nei processi decisionali europei».
Quali elementi distintivi può mettere in campo l’Italia nella sfida della digital transformation?
«L’Italia può giocare un ruolo da protagonista puntando su una visione strategica di lungo periodo che superi un approccio meramente regolatorio. Il capitale umano, la capacità di applicare l’innovazione ai settori chiave del Made in Italy e politiche integrate di semplificazione, accesso al credito e formazione continua sono i nostri punti di forza.
Come ANGI abbiamo sottolineato che l’Europa deve scegliere se limitarsi a regolamentare o accompagnare l’innovazione. L’Italia può essere protagonista se sostiene la competitività con strumenti concreti».
Quale ruolo può avere il Lazio, e Roma in particolare, in questa dinamica?
«Roma e il Lazio rappresentano un punto di connessione tra innovazione e governance. La presenza delle istituzioni e dei principali centri decisionali consente di incidere direttamente sulle politiche digitali. Qui è possibile promuovere una visione che integri sviluppo tecnologico, competitività e interesse pubblico, come dimostrato dal confronto avviato sulle proposte europee in materia di intelligenza artificiale, semplificazione normativa e Portafoglio Europeo delle Imprese. Il Lazio può diventare un laboratorio di politiche per l’innovazione orientate all’inclusione e alla crescita sostenibile».
Quanto è strategico oggi il coordinamento tra innovazione, sicurezza e dimensione normativa, soprattutto per le nuove imprese e i giovani imprenditori?
«È un tema cruciale. L’eccesso di regolazione può trasformarsi in uno svantaggio competitivo, soprattutto per start up e PMI innovative. In sede di audizione parlamentare ANGI ha evidenziato il rischio di una stratificazione normativa penalizzante. Per questo è necessario rafforzare strumenti come le sandbox regolamentari realmente accessibili e introdurre il principio del diritto all’innovazione, in equilibrio con la tutela dei diritti fondamentali. Regole chiare, processi semplici e sperimentazione controllata sono condizioni essenziali per consentire ai giovani imprenditori di innovare in modo responsabile e competitivo».
Quali azioni ritiene prioritarie per rafforzare il ruolo delle nuove generazioni?
«Segnali positivi emergono dalla crescente attenzione istituzionale verso la semplificazione normativa e strumenti come il Portafoglio Europeo delle Imprese, definito da ANGI un vero passaporto dell’innovazione. Tuttavia, la direzione va rafforzata con azioni concrete: applicazione del principio Once Only, riduzione degli oneri burocratici, accesso al credito e programmi di formazione continua. I risparmi derivanti dalla semplificazione dovrebbero essere reinvestiti in fondi di garanzia, accelerazione e upskilling. Rafforzare il ruolo delle nuove generazioni significa offrire regole chiare, opportunità reali e un ecosistema che accompagni la crescita dell’innovazione».




