Ticketoo: la rivincita del secondary ticketing

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Ticketoo sta cambiando il volto del secondary ticketing degli eventi live in Italia, puntando su etica, tecnologia proprietaria e costruzione di fiducia. Simone Serani ci racconta la visione dietro una startup che vuole trasformare la rivendita dei biglietti in un’esperienza sicura e condivisa

Nata nel 2022, Ticketoo è una piattaforma italiana che opera nel mercato secondario dei biglietti con un approccio dichiaratamente etico: consentire ai fan di comprare e vendere ticket senza sovrapprezzi speculativi, in un ambiente verificato e protetto. In pochi anni la startup ha superato i 500.000 utenti registrati – erano oltre 100.000 al momento del seed round chiuso circa due anni fa – e oggi è tra le piattaforme di ticketing meglio recensite su Trustpilot.

Accanto alla crescita digitale, Ticketoo ha investito anche in visibilità fisica, con campagne OOH a Milano tra tram brandizzati e metro domination, rafforzando la propria presenza sul territorio. Con una tecnologia proprietaria per la verifica dei biglietti e un primo 5% di utenti provenienti dall’estero, Ticketoo guarda ora a una fase di espansione internazionale, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento europeo per la community degli eventi live.

Come è nata l’idea di Ticketoo? C’è stato un episodio personale da cui è partito tutto?

Simone Serani CEO & Co-Founder di Ticketoo

«Sì, è nata da un problema molto concreto. Mi è capitato più volte di dover rivendere un biglietto e ogni volta era un incubo: gruppi Facebook poco affidabili, trattative infinite, rischio truffe. L’ultima volta dovevo andare a un concerto con la mia compagna dell’epoca… che nel frattempo era diventata ex. Oltre alla rottura, dovevo anche gestire la rivendita di due biglietti. Non proprio il massimo. Mi sono chiesto: possibile che nel 2020 rivendere un biglietto sia ancora così complicato?

Abbiamo analizzato il problema seriamente, validato il bisogno con i fan, partecipato a un programma di incubazione e poi ho fondato Ticketoo con il mio co-founder. Non è stata un’illuminazione romantica, ma la risposta a un’esigenza reale».

Ticketoo parla di “riscrivere le regole del ticketing”. Che cosa va cambiato strutturalmente?

«Quando si parla di secondary ticketing si pensa subito alla speculazione. In passato alcune piattaforme hanno gonfiato i prezzi, rovinando l’esperienza ai fan. Noi vogliamo ribaltare questa logica. Ticketoo nasce per permettere ai fan di aiutare altri fan. Se non puoi più andare a un concerto, puoi rivendere il biglietto. Se lo stai cercando, puoi comprarlo da un altro appassionato. Senza sovrapprezzi.

In molti Paesi europei questo approccio è più maturo. In Italia stiamo dimostrando che si può fare secondary ticketing in modo etico, trasparente e sicuro».

Nel mercato secondario la fiducia è tutto. Come avete convinto gli utenti?

«La fiducia non si costruisce con uno slogan. Si costruisce nel tempo.

Il passaparola ha avuto un ruolo enorme. Oggi abbiamo oltre 3.000 recensioni su Trustpilot con una media di 4.5. È un segnale forte. In parallelo abbiamo lavorato sulla presenza fisica tramite campagne OOH: tram brandizzati e metro domination a Milano.

Quando le persone vedono che esisti davvero, la diffidenza si abbassa. È un lavoro quotidiano».

Parlate di verifica tecnologica dei biglietti. Cosa succede quando un utente carica un ticket?

«Entra in gioco la nostra tecnologia proprietaria. Il sistema analizza il documento, verifica l’autenticità, controlla che il prezzo sia coerente con quello originale, accerta il cambio nominativo quando necessario e blocca eventuali anomalie. Inoltre gestiamo il flusso di pagamento in modo protetto. L’utente non deve preoccuparsi di nulla: non rischia biglietti falsi e non rischia di non essere pagato. Usiamo tecnologia e automazione per eliminare le “brutte sorprese” tipiche delle compravendite tra privati».

Avete chiuso un seed round con investitori italiani importanti. Cosa cercano oggi in una startup come la vostra?

«Quando abbiamo raccolto avevamo già oltre 100.000 utenti registrati. Oggi siamo oltre 500.000. Questo ha fatto la differenza. Gli investitori cercano crescita, ma soprattutto dimostrazione di product-market fit. Non basta avere una piattaforma: devi dimostrare che le persone la usano, tornano e la consigliano. I numeri raccontavano che stavamo risolvendo un problema reale. È stato il nostro punto di forza».

Tra cinque anni cosa vorrebbe che Ticketoo fosse diventata?

«Siamo nati per aiutare più persone possibili a partecipare agli eventi che amano. Tra cinque anni vedo Ticketoo come una delle principali piattaforme in Europa. Non solo rivendita, ma un punto di riferimento per la community degli eventi live.

Già oggi circa il 5% dei nostri utenti è straniero: è un segnale interessante.

Il mercato è enorme, lo spazio c’è e i margini di crescita sono importanti. Siamo solo all’inizio».

Per approfondimenti
https://ticketoo.it/

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Immagine di Gioia Novena
Gioia Novena
Gioia Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

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